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Quando si pensa al cancro, arriva alla nostra mente l'immagine di una subdola malattia fisica. Nella realtà, le persone che ne sono state colpite, sanno che questa malattia va a toccare anche le parti più profonde del loro essere. L'incognita del futuro che il cancro porta con sé fa emergere nell'individuo la paura di soffrire e di morire.
La paura, quindi, diventa un altro "male" da combattere.
E' perciò importante per tutti considerare i due aspetti: quello fisico e quello psicologico.
Presso l'ambulatorio di Bari (via Manzoni, 21) è stato avviato, accanto alla consueta e tradizionale attività di prevenzione e diagnosi precoce, il settore di riabilitazione fisica e psicologica per le donne operate al seno. Oltre la possibilità di effettuare linfodrenaggio ed esercizi per la riabilitazione, le donne operate potranno avere un supporto psicologico attraverso incontri di gruppo. Non dimentichiamo, infatti, che il benessere si esprime sì nella corporeità, ma coinvolge anche la totalità della persona nella sua esclusività ed irripetibile individualità.

Riabilitazione fisica:
  • Incontro preliminare con    medico fisiatra
  • Palestra e linfodrenaggio
  • Riabilitazione psicologica:
  • Incontri di gruppo

  • Arianna: per non spezzare il Filo
    Spazi e tempi al femminile, percorsi di cura alle donne operate al seno presso la Sezione Provinciale di Bari della LILT.
    "Poggia col piede destro su di una sfera che rappresenta la terra, che è anche posta sul suo capo. Poggia col piede sinistro sull'acqua, poiché presiede a tutti gli elementi. Essa riluce di tutti i colori lunari e, quale regina del firmamento, si copre di un manto stellato. Sul grembo reca una luna, i cui raggi magici fertilizzano il terreno: due falci di luna sono posate sul sesso e su di un seno: l'altro è nutrito da una stella".

    Così è descritta simbolicamente la completezza insita nella femminilità, nella figura femminile e nell'essere donna, quale "gran potere generativo, essenza delle cose", Platone.
    Sono parole preziose che racchiudono e rappresentano il presupposto di cura implicito nella nuova operatività rivolta alle donne, e che si affianca al classico percorso medico presente presso gli ambulatori della Sezione Provinciale di Bari della LILT in via Manzoni, 21. Questa sede della LILT di Bari, si apre ad una realtà già avviata in altre città italiane: l'attivazione di laboratori espressivi che accolgono la donna in tutta la sua Globalità di Persona ed Entità PsicoFisica (1).

    Da tempo le terapie complementari sono utilizzate in campo oncologico ed affiancate ai protocolli medici con risultati documentati e diffusi (2). I dati scientifici ci informano di quanto i malati di cancro vivano la necessità di una cura che non investa esclusivamente il Corpo malato, ma che si estenda ad abbracciare e risanare anche il Corpo ferito. L'approccio alla Persona attraverso terapie complementari si differenzia da quella terapia centrata unicamente sulla parola: in cui è soprattutto l'emisfero sinistro ad essere implicato. E' in base a quest'approccio che si entra nella razionalità, nella dimensione temporale del prima e del dopo, nel rapporto causa/effetto. Naturalmente i percorsi di cura - verbale e non verbale - sono pienamente integrabili, vista l'imprescindibilità del prendersi cura della persona in quanto Mente, Corpo, Anima.

    Per questo nuovo contenitore di servizi alla Persona, è stata simbolicamente scelta una figura femminile mitologica, una Madre Primordiale: la Signora del Labirinto. Seguire il filo fino al suo capo conduce immancabilmente al centro del labirinto, in questo centro si ritrova lei: Arianna, la donna che contatta sé stessa proprio nel momento della malattia! La donna malata può smarrirsi, perdersi nel labirinto della confusione, della rabbia, della depressione, della paura, dell'angoscia. II Filo è lo strumento, il gomitolo magico: rappresenta i potenziali di Fede nella Vita che la donna ricontatta aprendosi in gruppo, affidandosi, e sentendosi accolta, ricontattando le proprie energie vitali e quindi la "dea" assopita dentro sé. In questo modo il filo non si spezza, si srotola dolcemente nel rispetto del tempo individuale, tempo necessario affinché la donna reagisca consapevolmente, riuscendo dal labirinto, e andando avanti.

    Il Cancro non è solo Fisico, ma può diventare anche Cancro Psicologico: una persona che guarisce fisicamente dalla malattia, conclude una dolorosa fase della propria vita, ma può rimanere invischiata in una sofferenza psicologica (2). Pertanto, "Arianna: ..." si rivolge a donne dall'inizio dell'iter di malattia, al durante e sino al dopo. Tutto ciò che si frantuma perde la sua forma originaria, così come una linea che si spezza, interrompe la sua direzionalità, come per esempio il delinearsi della realtà quotidiana secondo il proprio progetto di vita. Ciò che si frammenta, necessita di essere tenuto insieme, da una nuova linea, dalla Melodia, che ricollega e ricompone quella continuità di sé con sé che la malattia può aver interrotta (3).

    Questo processo non rinnega la malattia, piuttosto la utilizza come risorsa, per ricontattare consapevolmente i potenziali espressivi vitali e sempre presenti anche, e soprattutto, nella persona malata, o che è stata malata ma ancora sofferente. Ecco perché "Arianna... per non spezzare il Filo" è uno spazio-tempo armonizzante di Benessere psicofisico in cui la donna entra per scelta, ed arriva a parlare di sé attraverso uno stare e fare condiviso. In quest'ottica il concetto di terapia mutuato dalla Psicologia Umanistica è più che appropriato: lì dove c'è uno stato problema c'è il suo stato di risorsa (4).
    Del "Fare insieme" ne sono testimonianza le numerose "Tracce Colore e Musica" leggibili simbolicamente: libera espressione di sé e dell'emozione scaturita nel gruppo femminile in continuità con il proprio mondo interno. II gruppo diventa la base sicura che consente il passaggio dall'emozione negata o rinchiusa all'emozione espressa, riconosciuta, condivisa e trasformata.
    Maria 38 anni, ha trovato nel suo cancro al seno la risorsa che ci indica la strada che lei percorre per uscire dal suo labirinto:
    "...Chi è sano si abitua alla Vita, è come addormentato; chi è malato desidera vivere intensamente ogni momento, poiché la malattia ti sveglia...".
    Autrice: Fulvia Lagattolla, Musicista, Musicoterapeuta, Musi-carTerapeuta nella Globalità dei Linguaggi, Operatrice Reiki.
    Bibliografia:
    1. S. Guerra Lisi: " Progetto persona" Ed. Armando, 2000.
    2. M.L. Bellini, L. Grassi ed & : " Manuale di Psiconcologia" Ed Masson. 2002
    3. S. Guerra Lisi "II metodo della Globalità dei Linguaggi " Ed. Boria, 1997
    4. Mauro Scardovelli: "Il Dialogo Sonoro" Ed. Cappelli, 1992
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